Giovedì 24 giugno 2026.
In una serata torrida di questa torrida estate milanese, anche quest’anno la Scuola serale di Alfabeti è arrivata alla sua conclusione con la tradizionale festa di chiusura dell’anno scolastico e la distribuzione degli attestati di frequenza, ambitissimi (e fotografatissimi) dai nostri studenti. Come sempre preceduta dalla festa di fine anno della Scuola Donne (che segue strettamente il calendario scolastico regionale, viste le numerose mamme), la festa si è tenuta nella sede del CSI (Centro Sportivo Italiano) che occupa lo spazio dell’ex mercato comunale di piazzale Selinunte nel quartiere di San Siro. È questa una collaborazione tra Alfabeti e il CSI che ha già visto numerose ospitate e per cui la nostra associazione è particolarmente grata (grazie infinite Stefano!).Dalle 19, con tavolate già imbandite, sono cominciati ad arrivare sia i nostri volontari che i nostri studenti.
Graditissima presenza quella dell’Assessore al Welfare e Sanità del Comune di Milano Lamberto Bertolè che non è la prima volta che partecipa alla cerimonia, dimostrando tutta la sua sensibilità verso il tema dell’integrazione dei migranti e di grande attenzione al volontariato cittadino. A far gli onori di casa all’assessore e ai presenti il nostro presidente Carlo Caifa che ha aperto l’evento ricordando i numeri ormai imponenti dell’associazione (oltre 100 volontari, oltre 350 studenti testati…).

Subito dopo è intervenuto Bertolè che, tradotto in arabo da uno dei nostri studenti per i colleghi meno “esperti” di italiano, ha lodato Alfabeti per il ruolo sociale che svolge e ha ringraziato tutti i volontari dell’associazione per il tempo che dedicano liberamente per l’integrazione degli immigrati a Milano. Bertolè ha voluto anche ricordare l’importanza del centro WeMi di via Sammartini ideato dal Comune (e da lui particolarmente sostenuto), un luogo fisico preciso (e una piattaforma online) dove chi approda a Milano dopo viaggi estenuanti può trovare assistenza sociale, legale, interpreti e mediatori culturali per essere indirizzato e aiutato nel risolvere le varie necessità.
Dalla sua nascita, il WeMi ha già accolto oltre 13 mila presenze, svolgendo un ruolo forse ancora poco conosciuto in città e però di una importanza fondamentale.E’ poi cominciata la distribuzione dei certificati (recano il nome dello studente, la quantità di ore di lezione svolta, le firme del presidente di Alfabeti e degli insegnanti). Mentre la nostra Ludovica, coordinatrice della Scuola serale, chiamava le singole classi con gli insegnanti che a loro volta chiamavano i loro studenti, l’assessore Bertolè consegnava l’attestato con tanto di stretta di mano immortalata dalle fotografie che, come sempre, verranno inviate ai Paesi di origine.
C’è da aggiungere che questi certificati di frequenza, pur non avendo uno stretto valore legale essendo rilasciati da scuole di volontariato, nel corso del tempo sono diventati uno strumento sempre più richiesto sia dai datori di lavoro che dagli stessi organismi giudiziari che li considerano uno strumento di prova della volontà dell’immigrato di integrarsi nella nostra società, affrontando quello che è senza alcun dubbio il primo e principale gradino da affrontare: la conoscenza della lingua locale. Terminata la distribuzione, c’è stato il consueto “assalto” ai generi di conforto offerti a tutti dall’associazione: pizze, focacce, torte salate, bevande varie.
Ma non è mancata anche la partecipazione culinaria di qualche nostra studentessa: ed ecco un piccantissimo zighinì, il piatto nazionale cucinato da una nostra studentessa eritrea.

Tanti i sorrisi, tanti gli abbracci, tante le pacche sulle spalle e i complimenti dopo un anno scolastico passato insieme. E un augurio di buona estate per tutti con la promessa, per quasi tutti gli studenti, di ripresentarsi ad ottobre.
Gianni Pianetta
